Nel caos della politica greca delle ultime settimane, riemerge un nome che ha segnato Atene nell’ultimo decennio: quello di Alexis Tsipras. Con la promessa di abolire l’immunità parlamentare e rafforzare il contrasto alla corruzione, l’ex primo ministro ha lanciato il nuovo partito progressista Alleanza della Sinistra Greca (ELAS).
“Ci impegniamo per una democrazia forte, senza immunità dall’azione penale, e per la trasparenza e la responsabilità a ogni livello del potere e della spesa pubblica”, ha dichiarato Tsipras, intenzionato a marcare una discontinuità con il suo passato nella Coalizione della Sinistra Radicale (Syriza | Left). Alla guida del partito di sinistra dal 2012, il greco ha affrontato sette tornate elettorali, attraversando una rapida ascesa e una altrettanto rapida fase di declino politico.
Dopo aver portato Syriza a crescere di circa venti punti percentuali in tre anni e aver formato un governo di coalizione con i Greci Indipendenti, rimasto in carica fino al 2019, Tsipras è tornato all’opposizione. Alle elezioni del 2023, Syrirza non è riuscito a raggiungere nemmeno la metà dei consensi ottenuti da Kyriakos Mitsotakis e dalla sua Nuova Democrazia (ND | PPE).
Dopo quel risultato, Tsipras si è assunto la responsabilità della sconfitta e si è dimesso dalla guida del partito. In Syriza si è quindi aperta una fase di profondo rinnovamento che ha portato all’elezione di Stefanos Kasselakis. Quest’ultimo ha dichiarato l’obiettivo di trasformare il partito sul modello del Partito Democratico statunitense, ma è stato presto contestato per alcune sue posizioni e per precedenti vicinanze a ND. La sua leadership ha rapidamente perso consenso interno, favorendo ulteriori fratture e defezioni.
Le tensioni hanno portato anche a una effettiva scissione che ha dato vita a Nuova Sinistra (NA | Left), formazione che ha partecipato alle elezioni europee del 2024 senza però superare la soglia di sbarramento.
Nel frattempo, sullo sfondo politico e istituzionale, la Grecia è stata attraversata da una serie di crisi che hanno riaperto ferite mai del tutto rimarginate dalla grande recessione iniziata nel 2008. Uno scandalo legato a intercettazioni illegali, un caso di gestione opaca dei sussidi agricoli europei e soprattutto il disastro ferroviario di Tempi del 2023, che ha ucciso 57 persone, hanno contribuito a creare un clima politico altamente conflittuale ad Atene.
In diversi di questi casi, i ministri coinvolti non sono stati processati perché coperti dall’articolo 86 della Costituzione greca, che attribuisce al Parlamento il potere esclusivo di autorizzare l’avvio di procedimenti giudiziari nei confronti di membri del governo. La questione ha attirato l’attenzione di Laura Kövesi, che ha affermato come la revoca dell’immunità rappresenti “la condizione minima affinché la giustizia possa funzionare correttamente”.
La Procura europea (EPPO) non si è limitata a segnalare tale criticità sullo Stato di diritto greco. Negli ultimi giorni ha infatti informato la Commissione europea di due ulteriori profili potenzialmente problematici: il regime procedurale speciale previsto per i reati gravi commessi da parlamentari, recentemente introdotto nel codice penale, e il mancato pieno riconoscimento degli effetti delle decisioni del Collegio dell’EPPO.
Tsipras e la sua ELAS, il cui nome richiama l’acronimo dell’Esercito popolare di liberazione greco attivo durante la Seconda guerra mondiale contro l’occupazione nazifascista, si trovano così a intercettare l’elettorato progressista in una fase di forte disillusione politica, in cui la partecipazione elettorale è decisamente in crisi. Alle ultime elezioni – le europee del 2024 – si è recato alle urne solo il 41,24% degli aventi diritto.
Al momento, il nuovo soggetto politico sembra beneficiare di un certo slancio nei sondaggi: pur senza un manifesto dettagliato né figure di primo piano oltre allo stesso Tsipras, si attesta intorno al 14%, distante dal 29,5% di Nuova Democrazia, ma comunque prima forza dell’area progressista.
Syriza appare in forte difficoltà, mentre risale il Movimento Socialista Panellenico (PASOK | S&D), stimato al 13,5%, e cresce anche Hope for Democracy (Elpida | NI), una formazione anti-corruzione e anti-establishment promossa da Maria Karystianou, madre che ha perso la figlia nel disastro ferroviario di Tempi. Le prossime elezioni politiche sono previste per il 2027.

